23/01/2024 | PerĂ¹

Esportazioni uva Perù in calo per cambiamenti climatici

Solo tre mesi prima della fine della campagna export dell'uva da tavola in Perù, Provid (Asociación de Productores de Uva de Mesa del Perú) stima che si debba prevedere un calo del 10% rispetto all'annata precedente, principalmente per via dei cambiamenti climatici. 
 
Secondo Alejandro Cabrera, direttore generale di Provid, la campagna export - partita ad agosto e che si protrae generalmente fino ad aprile - ha registrato un aumento delle spedizioni fino a dicembre 2023, con 47,2 milioni di cartoni (da 8,2 kg) contro 41,2 milioni di cartoni dello stesso peso a fine 2022. Ma l'impatto reale dei cambiamenti climatici dovrebbe verificarsi entro fine stagione.
 
Eventi meteorologici quali il ciclone Yaku e il fenomeno El Niño hanno anticipato la campagna di circa 25 giorni, con ripercussioni negative sul volume delle spedizioni nelle zone settentrionali e meridionali della nazione sudamericana. 
 
Nel corso della stagione 2022-2023, secondo Alejandro Cabrera si erano spediti 71,4 milioni di cartoni (da 8,2 kg), ma nell'ultima proiezione effettuata la stima mostrava un calo del 10%. Provid prevede ora un calo maggiore.
 
Tuttavia, i buoni prezzi pagati dagli Stati Uniti, principale destinazione delle esportazioni peruviane con il 46% del volume totale spedito a fine dicembre 2023, potrebbero compensare la perdita di volume. La produzione di uva negli Stati Uniti quest'anno è diminuita per via di un fenomeno naturale, e questo ha incrementato la richiesta di uva da parte USA.
 
Questa situazione negli Stati Uniti è temporanea e non può essere applicata a tutte le destinazioni export. Ma paesi esportatori quali Sudafrica, Australia, Cile e Brasile, che hanno una produzione coincidente con quella del Perù, potrebbero trarre vantaggio dell'aumento della domanda delle nazioni che comprano uva.

 

Fonte: agraria.pe

 
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